Venerdì 10 luglio 2015, ore 10.30 - Palazzo Montecitorio (Sala Aldo Moro).
Intervengono: Paola Binetti, Magda Di Renzo, Suor Marcella Farina, Maria Pia Garavaglia, Livia Turco
Modera il giornalista Maurizio Regosa.
Sarà presente l'autrice.

Santa Teresa d’Avila depone nei suoi scritti la traccia del reale che ha attraversato la sua straordinaria vita, in un linguaggio mistico aperto a un taglio da cui sgorga l’effetto di Verità. Il testo ripercorre le scansioni logiche del suo percorso; Teresa è “imbambolata” dall’angoscia che la stringe e la attanaglia; ma l’angoscia è, come dice Lacan, “l’affetto che non inganna”, che la spinge verso il “vuoto” lì dove paga “la sua libbra di carne” per aprirsi alla domanda d’amore, per spingersi verso il “più di godimento” che Bernini ha trascritto nella sua opera.

Giuliana Kantzà psicoanalista, membro A.M.E. della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi. Ha insegnato Storia della Psichiatria presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Perugia e Psicopatologia e Psicoanalisi presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Milano. Attualmente è docente all’Istituto Freudiano, Sezione di Milano. Ha pubblicato diversi testi, fra cui Althusser. Storia di un uxoricidio (1994); Passione dell’amore, passione dell’odio (1999); Il Nome-del-Padre nella psicoanalisi Freud Jung Lacan (2008); Tre donne e una domanda: Hannah Arendt, Simone Weil, Edith Stein (2012). Vive e lavora a Milano.

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