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Archeologia, Arte e Società // Archaeology, art and society

Collana diretta da
Paolo Brusasco

Comitato editoriale / Editorial Advisory Board
Enrico Crispolti (Università di Siena)
Thierry Dufrêne (Institut National d’Histoire de l’Art e Université Paris Ouest Nanterre La Défense)
Leo Lecci (Università di Genova)
Rosina Leone (Università di Torino)
Miriam Müller (Leiden University)
Lisa Nevett (University of Michigan)
Anthony Pace (Superintendent of Cultural Heritage, Government of Malta)
Antonio Sgamellotti (Accademia Nazionale dei Lincei e Università di Perugia)
Paola Valenti (Università di Genova)

I testi pubblicati sono sottoposti a un processo di peer review


Linea editoriale
Nell’ultimo decennio si registra la tendenza a liberarsi dai paradigmi della scienza moderna e postmoderna che hanno caratterizzato lo studio dell’archeologia e dell’arte in favore di approcci innovativi volti a valorizzare la valenza sociale di monumenti, manufatti e oggetti d’arte. La collana invita a contribuire con opere che evidenzino la dimensione politica e sociale dell’archeologia, della storia dell’arte e dell’antropologia, favorendo visioni fenomenologiche di fluido divenire tra passato, presente e futuro.

Editorial guidelines
In the last decade, new conceptions have emerged that have the potential of changing the paradigms of modern science and its postmodern strands in favour of innovative approaches stressing the social value of monuments, artefacts and objects of art. This series welcomes contributions which emphasise the social and political dimension of archaeology, art history and anthropology, favouring phenomenological visions that conjure up the interweaving of past, present and future.

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  1. € 15,30 € 18,00

    Esempio emblematico della complessità di un’opera unica nel suo genere, il Monumento ai Caduti di tutte le guerre di Albissola Marina, realizzato da Leoncillo Leonardi (1915-1968) tra il 1956 e il 1957, non offre semplicemente spunti di riflessione sulla genesi di un lavoro che ha segnato, per il suo autore, il definitivo passaggio dal neo-cubismo espressionista all’informale materico, bensì permette di affrontare istanze più generali, quali il problema della rappresentazione della memoria collettiva nell’Italia degli anni Cinquanta, dove l’impegno morale e politico di artisti e intellettuali oscilla tra il rinnovamento dell’arte urbana e il conservatorismo di larghe fasce dell’opinione pubblica e dell’establishment

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    Per saperne di più

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