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Passato prossimo

Collana diretta da Paolo Bertella Farnetti.

Comitato Scientifico
Ruth Iyob (University of Missouri-St. Louis) Silvana Palma (Università di Napoli “L’Orientale”) Adolfo Mignemi (Insmli, Milano) Shiferaw Bekele (University of Addis Ababa) Alessandro Triulzi (Università di Napoli “L’Orientale”) Paolo Bertella Farnetti (Università di Modena e Reggio Emilia) Alessandro Pes (Università di Cagliari).

L’obiettivo della collana Passato Prossimo è creare un ponte fra studiosi e grande pubblico nell’ambito di un approccio multidisciplinare alla storia contemporanea. Vorremmo che la storia non fosse la nostra “maestra”, ma la nostra compagna di curiosità, e soprattutto vorremmo che fosse qualcuno con cui dialogare: spazio dunque alle proposte, all’elaborazione di un passato che si fa continuamente presente, per permetterci di pensare il futuro.

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  1. € 12,75 € 15,00
    Se la stabilità del sistema dei partiti italiani nel dopoguerra aveva offerto opportunità molto limitate per il successo di movimenti populisti, dopo la fi ne della Prima repubblica lo spazio per l’agitazione e la politica populista è diventato il più ampio d’Europa. Per la prima volta attraverso un’analisi globale e comparativa, nei capitoli di questo libro viene spiegato come il populismo politico si sia sviluppato secondo quattro tipi di esperienze: quella della Lega Nord, quella del Movimento 5 Stelle e le due esperienze di “telepopulismo” guidate rispettivamente da Silvio Berlusconi e da Matteo Renzi.... Per saperne di più

  2. € 12,75 € 15,00

    La musica jazz e il fascismo, in Italia, si sono diffusi quasi simultaneamente. A partire dagli anni Trenta, il regime mussoliniano ha sviluppato nei confronti di questo genere musicale una crescente avversione, al punto da finire a osteggiarlo con norme e divieti: il jazz era visto come una minaccia, una pericolosa moda d’oltreoceano che rischiava di avvelenare la purezza della tradizione italiana. 

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  3. € 10,20 € 12,00

    “Nella vita bisogna fare una scelta. Lo so che questo non è il mio paese, ma c’è la libertà da difendere e se nessuno ci prova le cose non cambieranno mai”. Libero Giancarlo Castiglia emigrò in Brasile dalla Calabria a metà degli anni ’50. Dopo un’esperienza come metalmeccanico a Rio De Janeiro, iniziò a collaborare con la redazione del giornale comunista “A Classe Operaria”. Anni difficili, quelli della dittatura militare che depose con la forza il governo del trabalhista João Goulart: il nuovo governo proibì gli scioperi e nel 1965 mise fuori legge le forze politiche avversarie. Castiglia poteva tornare in Italia, ma decise di lottare. 


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  4. € 13,60 € 16,00
    A cinquant’anni dalla fine della guerra d’Algeria nuovi scenari si aprono per la ricerca storica del conflitto che per più di sette anni ha insanguinato l’Algeria coinvolgendo tutto il Maghreb.... Per saperne di più

  5. € 17,00 € 20,00
    Gli autori di questo libro affrontano in modo nuovo il nodo di una memoria coloniale italiana spesso rimossa e ancora poco esplorata. Prima di tutto, lavorando al recupero di una fonte trascurata come quella che giace, nascosta e destinata all’oblio, nell... Per saperne di più

  6. € 17,00 € 20,00

    Il volume tratta le coproduzioni cinematografiche fra l’Italia e l’URSS dall’inizio degli anni ’60 alla fine degli anni ’70. Si intende comprendere se e quanto sia possibile, tramite lo studio di quella collaborazione, apportare nuove conoscenze e spunti interpretativi alla più ampia storia delle relazioni fra i due Paesi, nel contesto dell’antagonismo della Guerra fredda.

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  7. € 15,30 € 18,00

    Nel corso degli anni, la verità sui desaparecidos argentini e sui crimini della giunta militare è lentamente venuta a galla. Tra il 1976 e il 1983 si stima che oltre 40.000 oppositori, o sospettati tali, scomparvero senza lasciare traccia. 
    Per quanto la pratica della sparizione come forma di repressione del dissenso sia stata un fenomeno tristemente noto in buona parte dell’America Latina, l’Argentina fu il paese più colpito a causa di una forte spinta sociale determinata dalla formazione di alcuni movimenti popolari “scomodi” come il PRT (Partido Revolucionario de los Trabajadores), un’organizzazione d’ispirazione marxista-leninista che, a conclusione di un quinquennio di opposizione politica nelle strade e nelle fabbriche, si dotò nel 1970 di un proprio esercito (l’ERP) per portare avanti la lotta armata. 

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